Sentieri e pensieri 2022 – Santa Maria Maggiore, Val Vigezzo 19-25 agosto

Sentieri e pensieri 2022 – Santa Maria Maggiore, Val Vigezzo 19-25 agosto

10 Agosto 2022 Off Di Fabio David

Il festival letterario Sentieri e Pensieri si ritrova a Santa Maria Maggiore, Piemonte, in Val Vigezzo, dal 19 al 25 agosto per la decima edizione.

Diretto da Bruno Gambarotta dal 2016, ospiterà personalità nazionali ed internazionali, all’insegna della cultura.

Per il terzo anno è stata scelta la cornice del Parco di Villa Antonia con un calendario fitto di appuntamenti che verranno anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Santa Maria Maggiore.

La prenotazione del posto online ai singoli eventi è fortemente consigliata (entro le ore 10 del giorno dell’incontro cui si vuole partecipare, entro le ore 20 del giorno precedente per gli appuntamenti mattutini).

ph. Susy Mezzanotte

Comunicato – Bruno Gambarotta, Direttore Artistico di Sentieri e Pensieri

Sembra ieri e sono già trascorsi dieci anni. Anni movimentati, con un’evoluzione tecnologica sempre più accelerata, con eventi drammatici e imprevedibili. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, incoraggiati anche dalla crescente gratificazione che arriva da un pubblico meraviglioso. Ogni volta i nostri amici fanno il pieno di presenze anche quando non hanno mai sentito nominare l’ospite che vogliamo presentare quel giorno. Semplicemente si fidano e noi faremo di tutto per non tradire la loro fiducia.

Nelle due ultime edizioni, incombendo la pandemia, abbiamo avuto, ma subito respinto senza tentennamenti, la tentazione di adottare il modello Decameron.

Ricorderete sicuramente: a Firenze, fra l’aprile e l’ottobre del 1348, imperversa la peste nera che provoca 100mila vittime. Per sfuggirla, sette fanciulle e tre giovani raggiungono una località del contado di Firenze e lì trascorrono il tempo raccontandosi delle novelle. In ogni caso quell’impresa oggi risulterebbe impossibile, quei dieci partecipanti terrebbero 24 ore su 24 lo sguardo incollato agli schermi dei dispositivi elettronici portati da casa. Respingiamo anche la tentazione complementare: indossare l’elmetto e rinchiudersi in un rifugio sotto terra per ragionare su eventi che sfuggono alla nostra comprensione.

Per presentare la decima edizione del nostro festival il paradigma più idoneo è quello della recita di uno spettacolo nel quale, con ruoli diversi, siamo tutti attori e spettatori nello stesso tempo. Se proviamo a rileggere da questo punto di vista le varie occasioni nelle quali interagiamo con gli altri, li vedremo in una luce diversa.

Senza saperlo e senza volerlo, facciamo teatro, sempre. O quasi.

Facciamo teatro nell’assemblea di condominio, dove ciascuno di noi modella parole e azioni di quel personaggio che sogna di apparire agli occhi degli altri condomini.

Facciamo teatro al ristorante, in una tavolata di amici, accanto ad altri tavoli occupati da sconosciuti. Il bravo maître è un attore consumato: voi ordinate il piatto che ha reso famoso quel locale, il rombo al forno, e lui ha appena saputo dalla cucina che è terminato. Si china leggermente e sussurra: non è venuto bene come le altre volte, non glielo consiglio, c’è un salmone in crosta eccezionale. E voi, grati, ordinate il salmone. A vostra volta reciterete nel ruolo dell’esperto quando sarete invitati dal sommelier a dare il vostro parere sul vino. Persino casa nostra è un teatro: osserviamo con lo sguardo di un estraneo la stanza o la sala dove riceviamo gli ospiti e scopriremo che abbiamo scelto e disposto i mobili con l’intento inconscio di allestire la scenografia per mettere in scena la nostra famiglia come vorremmo che gli altri la vedessero.

Veniamo a noi e al nostro amato festival. È palese che i nostri eventi sono “anche” delle rappresentazioni, con i protagonisti (gli autori) gli antagonisti (i presentatori), i comprimari (gli spettatori che fanno domande).

Nel teatro “all’italiana”, a pianta semicircolare, con la platea e i vari ordini di palco, ci sono due diverse modalità per assistere allo spettacolo. Stando al centro, della platea o di un palco, con una magnifica vista di quello che succede sul palcoscenico. E un’altra, alternativa, collocandosi nella “barcaccia”. Con quel termine nel linguaggio teatrale ci si riferisce alla serie di palchetti posti immediatamente a lato del palcoscenico. Stando in barcaccia lo spettatore può vedere sì lo spettacolo per così dire di profilo ma è anche in grado di osservare, ancora nascosti per il pubblico in platea, gli attori che si preparano ad entrare in scena. È sempre per loro un tempo sospeso: si sistemano il costume, ripassano in silenzio le battute, fanno gli scongiuri, si fanno il segno della croce, tirano fuori di tasca un portafortuna e lo baciano.

Ecco: grazie alla fantastica squadra che da un anno all’altro lavora ad allestire il festival, nutriamo l’ambizione di allestire una rassegna di protagonisti, della cultura , del giornalismo, dello spettacolo, del costume, osservati con “uno sguardo laterale”, quando ancora non sono sotto le luci della ribalta ma si preparano ad entrare in scena.

Sarete voi a dire se abbiamo centrato o meno l’obbiettivo.

Santa Maria Maggiore – Ufficio Turismo e Cultura

Piazza Risorgimento, 28 – 28857 Santa Maria Maggiore (VB)

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